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[11-11-2007] Chiamati all'ottimismo: omelia di d. Mario Neva all'incontro con i volontari di Estportiamo


La concezione comune della vita, nei nostri tempi, è per lo più improntata al pessimismo ed è, questa, una realtà con la quale dobbiamo convivere e confrontarci, ma alla quale dobbiamo reagire, evitando di esserne conquistati.
Noi non siamo chiamati ad essere pessimisti e non dobbiamo assolutamente pensare che le cose, in futuro, possano solo andare peggio o comunque che non possano migliorare.
E’ vero che, a volte, ci lasciamo tentare dalla nostalgia del passato: “Ah, una volta andava meglio! Si viveva in base a dei valori positivi!”. Ma, se ricordiamo bene, “una volta” ci sono state anche le guerre e francamente non so se saremmo disposti a fare veramente il cambio tra come stiamo adesso e come si stava in passato.
Certamente anch’io, se potessi, tornerei all’età di 7 anni (è un’età bellissima); tuttavia, la persona matura, che ha capito un po’ come girano le cose e com’è in realtà la vita in tutti i suoi aspetti, può usare ciò che ha imparato da questa “scuola” come uno spunto per fare bene.
Ripensiamo alla Prima Lettura: vi si dice che verso Gerusalemme affluiranno tutte le ricchezze, mentre nel Salmo si parla del rapporto con Dio come quello di un bimbo svezzato in braccio alla madre. Non ci pervade un senso di pace?
E il Vangelo di questo giorno? Alle nozze di Cana, Gesù tramuta l’acqua in vino. Con le nostre poche cose e i nostri piccoli sforzi (l’umile acqua), Gesù può fare grandi cose, può compiere miracoli. A volte ci disperiamo se ci va male qualche affare, se qualcosa ci va storto, ma se conoscessimo la vita dei Santi sapremmo che particolarmente a loro Dio ha riservato grandi tribolazioni e notti oscure di crisi. Non sono stati risparmiati, anzi … Non si sfugge al dolore, ma anch’esso può avere un senso ed è in Gesù, sempre presente in mezzo a noi, che si trova questo senso.
Noi pensiamo di avere tante cose; anche in oratorio: abbiamo la palestra, il campo di calcio, il teatro, ecc. Tutte cose belle, e le useremo. Ma ciò che abbiamo realmente, e soprattutto, sono due grandi doni: l’Eucaristia e il Vangelo.
Non è poca cosa: due risorse fondamentali per poter andare dovunque e vincere la tentazione del pessimismo.

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