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Brescia, 10-12-2018      

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[11-11-2006] Dall'omelia di don Mario Neva in occasione dell'incontro di S. Martino 2006


L’associazione Est-Portiamo, e l’operato della stessa, trovano identificazione a partire da due posizioni conseguenti e correlate: la necessità di mettersi in ricerca di quelle realtà di bisogno -obiettivo dell’agire del gruppo - e l’agire stesso.
Tutto questo a partire da quella che crediamo sia la vita di una comunità cristiana. La Chiesa infatti è l’insieme dei cristiani - e fin qui niente di strano - ma cristiani chiamati proprio in virtù di quelle Verità in cui credono, di quella fede che professano a muoversi verso gli altri uomini, ed a porsi al servizio degli altri uomini (Mt 20, 24). La chiesa non è fatta di persone inattive.



In Lc 21,1 e Mc 12, 41 è narrato l’episodio cosiddetto della vedova povera, che contiene alcune importanti riflessioni di Gesù per quanto riguarda la vita dei fedeli . Egli infatti mostra sia l’ipocrisia degli scribi, che si qualificano uomini di Dio e ‘divorano la casa delle vedove ’ sia quella degli uomini ricchi, che ostentano la propria carità versando grandi quantità di denaro per il tesoro del tempio, anche se in realtà danno solo del proprio superfluo. Di fronte ad essi Gesù esalta la figura di quella povera vedova che dona solo due monete. Eppure la sua carità è più grande di quella degli scribi e dei ricchi. Ella non possedeva che quei due spiccioli .
I cristiani si sono passati il testimone dall’inizio della Chiesa ad oggi , confidando nella certezza che Gesù Cristo è vivo oggi non meno di ieri . Vogliono entrare in comunione con Lui ed ambiscono ad essere operatori della Sua volontà! Ora come è possibile dirsi cristiani ed ancora vivere senza guardare in questa direzione e senza tenere questo come base della propria vita? Tale è la portata dell’impegno cristiano o la nostra Chiesa oggi è così povera da non avere più nulla da dare ai poveri?
Un esempio illustre è S.Martino, grande vescovo del passato, uno dei riformatori del clero. Su di lui sono conservate un grande numero di leggende e tradizioni . La più conosciuta racconta che viaggiando nella campagna non esitò a tagliare il proprio mantello a metà, per vestire un uomo povero che aveva incontrato.
In questo e molto altro S.Martino diventa portatore di una grande e seria fede, che concepisce la vita come vero rendimento di grazie al Signore e si pone a portare nel mondo la Carità. Quella carità che trasforma la terra, che la ricompone e la riorganizza.
Quegli apostoli che hanno fondato la tradizione della Chiesa, avendo questo come missione, la costruivano a partire dai fedeli, organizzandola nei vari ruoli a partire dal Carisma che ciascuno possedeva. Questo carisma è un dono che lo Spirito Santo elargisce all’uomo. Forza e capacità di agire per il bene degli altri uomini.
Qual è l’immagine della Chiesa oggi? Non dissimile da quello che sono diventate le realtà di volontariato, paradossalmente chiuse su sé stesse, nevrotiche, che organizzano eventi che toccano solo chi è coinvolto, che hanno dimenticato la dedizione totale all’altro e lo stesso fondamento della propria identità.
È dunque necessario, per l’uomo che fa parte dell’istituzione ritrovare il carisma che il Signore gli ha donato, comprenderne la natura e trovare il modo per metterlo a frutto, per il bene non solo proprio ma di tutto l’ambiente in cui vive. Il vero carisma arriva anche ai nemici. (Mt 5, 43)
Per questo si deve guardare all’Eucaristia come momento fondamentale della vita della comunità cristiana perché momento di reale condivisione tra i singoli componenti la comunità. E Dio è con loro! Nell’Eucaristia Egli si dona completamente a noi, per renderci parte del Suo mistero e del Suo agire . Pur superandoci infinitamente in questo atto di suprema e perfetta carità mette noi in condizione di intendere il Suo pensiero e di agire per Lui. In forza di questo ogni cristiano inizi veramente ad essere tale e prenda coscienza dell’essenza della cristianità e operi nel mondo in accordo con questa.
Se i volontari si sentono toccati dalla Grazia divina in virtù del carisma donatoci dallo Spirito, allora devono rendersi conto della possibilità che questa Grazia offre loro e pertanto compiere il proprio dovere nei riguardi dei poveri e della stessa Grazia, che essi hanno liberamente accettato.
Non ci è possibile tirarci indietro!

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